Porta Portese

Porta Portese è una delle porte di Roma, costruita nel 1644 in sostituzione della più antica Porta Portuensis. Storia Fu costruita in concomitanza della costruzione delle Mura gianicolensi, ampliamento delle Mura Leonine a difesa de...

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Porta Portese

Porta Portese è una delle porte di Roma, costruita nel 1644 in sostituzione della più antica Porta Portuensis.

Storia

Fu costruita in concomitanza della costruzione delle Mura gianicolensi, ampliamento delle Mura Leonine a difesa del Gianicolo, voluto da papa Urbano VIII Barberini, in sostituzione della precedente Porta Portuensis, nel 1644, dall’architetto Bartolomeo De Rossi, lo stesso che aveva realizzato l’intera cinta gianicolense. Al momento dell'inaugurazione, però, Urbano VIII era morto, e fu Innocenzo X Pamphilj, che impose il proprio stemma sulla porta.

L’aspetto generale è comunque quello di una porta incompiuta e con uno stile piuttosto lontano dai canoni tradizionali, con le nicchie vuote ai lati del fornice, le maestose colonne che sorreggono una sorta di balconata anziché un cammino di ronda merlato e priva, tra l’altro, delle classiche torri laterali.

Dalla porta inizia la via Portuense, la via che reca a Porto, la località alla foce del Tevere, vicino Ostia che aveva sostituito quest'ultima come porto per i rifornimenti della città di Roma. Con l'arretramento della linea del mare, Porto è stato sostituito da Fiumicino.

Il porto di Ripa grande e l'Arsenale pontificio

Nella zona portuale, dove erano proseguite sia pure in misura infinitamente ridotta le attività dell'emporio romano, funzionavano da secoli strutture artigianali (carpenteria, rimessaggio, costruzioni di servizio ecc.) e militari dedicate al traffico fluviale e al suo controllo. Le attività di costruzione di naviglio militare erano esistite attorno al porto di Ripa fino al XVI secolo, connesse alle guerre con l'Impero ottomano. Dopo la battaglia di Lepanto (1571), invece, le attività portuali ebbero soprattutto carattere commerciale (e quindi di manutenzione e attrezzaggio del naviglio, attività doganali e simili).

Il porto fluviale di Ripa Grande, che era il principale approdo del Tevere, ma assai meno monumentale di quello di Ripetta, fu ricostruito nel XVII secolo di fronte all'antico Emporio, dall'altra parte del Tevere e un po' più a monte della precedente localizzazione, appena all'interno della porta Portuense (che era stata arretrata), mentre subito fuori papa Clemente XI fece costruire il nuovo Arsenale pontificio, destinato alla manutenzione del naviglio fluviale, ma anche del naviglio commerciale papale.

La costruzione, di cui non si conosce l'architetto, fu concepita in analogia all'Arsenale di Civitavecchia, affidato a Gianlorenzo Bernini e portato a termine da Domenico Fontana cinquant'anni prima, e realizzata tra il 1714 e il 1715, su scala ridotta rispetto a quello, dovendo assolvere a funzioni più limitate.

La struttura continuò a funzionare fino alla fine del XIX secolo quando, con la costruzione dei muraglioni sul Tevere, tutte le attività legate al fiume si dissolsero. Del porto restò memoria soltanto nelle due rampe che scendono al fiume sotto il San Michele.

A queste attività era legato un tessuto di servizi, come gli uffici e la caserma della dogana, e di produzioni artigianali specializzate (corde, carpenteria ecc.) delle quali oggi resta traccia solo nel nome di una trattoria accanto alla porta.

Per decenni, fino agli anni '70 del Novecento, lo sviluppo urbanistico di Roma capitale distolse gli occhi da questa zona, che rimase destinata a servizi di grande ingombro e di scarso prestigio: i manufatti di scarico del sistema fognante, depositi di materiale edile (uno dei quali allocato appunto nel vecchio arsenale), il vecchio canile municipale, un deposito dell'ATAC: la città sembrava finire a viale Trastevere, al di là del quale si estendeva una zona amorfa, punteggiata di baracche e semiabbandonata, regno di pantegane, robivecchi con le loro baracche abusive, sfasciacarrozze. Lo stesso complesso del San Michele, trasformato e utilizzato solo in parte come carcere minorile fino al 1938, rimase abbandonato e andò sempre più in rovina fino al 1969, quando iniziò il lungo restauro che ha portato l'intero complesso a divenire sede del MBAC (Ministero per i Beni e le attività Culturali).

Il mercato moderno

Nacque così, come mercato delle pulci, quello che è oggi il più famoso e frequentato mercato non alimentare romano, situato subito fuori della porta, lungo la via Portuense e nelle immediate vicinanze fino a viale Trastevere. Il mercato continua a tenersi soltanto la domenica mattina, ma nel tempo alcuni dei titolari delle bancarelle hanno convertito le baracche lungo la strada in impianti commerciali fissi.

La visita domenicale a Porta Portese è ancora uno degli svaghi popolari molto amati dai romani, come testimonia l'omonima canzone degli anni Settanta del cantautore Claudio Baglioni. Negli ultimi anni anche l'immigrazione straniera, sempre più numerosa, frequenta molto intensamente Porta Portese, anche in veste di venditori. In quanto paradigma di mercato, da Porta Portese ha preso il nome anche un giornale, dalla testata omonima, di inserzioni e annunci gratuiti per Roma e tutto il Lazio.

Voci correlate

- Complesso di San Michele a Ripa
- Porta Portuensis
- Mura gianicolensi
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